L'UNGHIA NATURALE - Capitolo I: L'unghia e le sue parti
Per tutti coloro che intendono esercitare la professione di onicotecnico, o che semplicemente hanno fatto della ricostruzione unghie un hobby con cui dilettarsi, è assolutamente fondamentale non solo conoscere le tecniche e gli strumenti per poter esercitare l’attività, ma sapere in modo approfondito come sono strutturate le unghie e quali possono essere le patologie ad esse collegate. Infatti, conoscere a fondo la materia può essere d’aiuto anche alle più esperte per riuscire ad affrontare eventuali problematiche che si possono presentare, e per sapere come comportarsi nel modo più corretto nel consigliare o meno un trattamento di ricostruzione unghie.
Per assistervi nell’approfondimento di questa materia, abbiamo pensato di iniziare un ciclo di news che tratta l’argomento in maniera tecnica ed esaustiva, partendo dall’illustrazione di quelle che sono le componenti dell’unghia fino all’analisi delle principali anomalie che si possono presentare. La decisione di trattare questo tema ci è scaturita anche da una delle domande del sondaggio che vi abbiamo proposto qualche tempo fa proprio su Ricostruzioneunghie.com, in cui vi chiedevamo se ritenevate che l’onicotecnico dovesse conoscere a fondo le anomalie dell’unghia naturale. Sapete qual è stata la risposta della maggioranza? “Assolutamente si” per il 70% delle utenti che hanno votato, mentre i restanti voti hanno confermato implicitamente la stessa risposta positiva:

Infatti, l’apprendimento dei termini tecnici appropriati renderà di certo il nostro linguaggio più interessante e professionale, e ci permetterà di mostrare la nostra competenza , oltre che dare maggiore lustro alla nostra attività.
Detto questo, non rimane altro che approfittare della pausa estiva per fare un breve ripasso e seguire questa guida composta da cinque capitoli; l’approfondimento è a cura del portale Ricostruzioneunghie.com e della D.ssa Laura Vanzi, dermatologa esperta in patologia dell’apparato ungueale, e affronterà il tema dell’unghia naturale e delle sue diverse anomalie, nonché qualche utile consiglio sulla scelta o meno di effettuare la ricostruzione unghie su ogni tipo di anomalia.
Capitolo I: L'unghia e le sue parti
L’unghia è un complesso apparato formato da quattro strutture epiteliali specializzate (piega ungueale prossimale, matrice, letto ungueale e iponichio) e da un prodotto corneo finale, la lamina ungueale(figura a lato).
Lo sviluppo dell’apparato ungueale inizia nella IX settimana di vita intrauterina e si completa alla XX.
La matrice, non visibile dall’esterno in quanto ricoperta dalla piega ungueale prossimale, rappresenta la parte germinativa dell’unghia; le sue cellule, dotate di intensa attività mitotica, si differenziano dando origine al prodotto corneo finale, la lamina ungueale.
La lamina ungueale è una struttura di consistenza dura, di aspetto lucido e trasparente, che si trova a ricoprire la superficie dorsale dell’ultima falange delle dita; ha una forma grossolanamente rettangolare, con asse maggiore longitudinale a livello delle mani e trasversale a livello dei piedi.
È delimitata prossimalmente dalla piega ungueale prossimale e lateralmente dalle pieghe ungueali laterali, che nell’insieme costituiscono il perionichio, frequente sede di infezioni batteriche e fungine.
Dalla piega ungueale prossimale si distacca la cuticola, una struttura cornea che aderendo saldamente alla superficie dorsale della lamina impedisce ad agenti esterni (chimici o microbici) di raggiungere la matrice compromettendo così il normale accrescimento della lamina.
La lamina termina distalmente con un margine libero il cui colorito biancastro è dovuto alla presenza di aria nella zona sottostante (fig.2).
La lamina aderisce saldamente al letto ungueale, costituito da un epitelio pavimentoso composto cheratinizzato il cui strato corneo continua in maniera impercettibile con la superficie ventrale della lamina (secondo alcuni autori lo strato corneo del letto ungueale costituirebbe circa il 20% dello spessore totale della lamina). Il derma del letto ungueale è a diretto contatto con il periostio dell’ultima falange delle dita, senza l’interposizione di tessuto adiposo sottocutaneo, per questo processi malformativi o patologici delle falangi distali si accompagnano spesso ad alterazioni delle unghie.
Nella porzione prossimale della lamina è possibile osservare una semiluna biancastra a convessità anteriore, la lunula, che corrisponde alla parte distale della matrice. La lunula, di solito evidente a livello del pollice e dell’indice, continua anteriormente con il letto ungueale, il cui colorito roseo è visibile per trasparenza attraverso la lamina. L’adesione della lamina ai tessuti sottostanti è scarsa a livello della lunula e stretta a livello del letto ungueale.
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Dizionario: Prossimale = (anat.) si dice della parte di un organo più vicina al centro o al punto di origine Distale = (anat.) si dice di una parte del corpo che si trova distante dai punti considerati centrali |
Il solco sottoungueale corrisponde al confine tra letto e iponichio ; in tale regione la lamina si distacca dai tessuti sottostanti assumendo un colorito biancastro. L’iponichio, che continua con la cute del polpastrello, della quale ha le stesse caratteristiche, è visibile soltanto nei soggetti che si mangiano le unghie.
La lamina svolge diverse funzioni:
- protegge dai traumi il letto ungueale
- mantiene la sensibilità tattile del polpastrello (ad esempio, abbottonarsi una camicia diventa difficile se manca l’unghia; in assenza della contropressione esercitata dalla lamina l’estremità distale del polpastrello si solleva)
- aiuta nella prensione di piccoli oggetti
- permette il grattamento
- è un utensile rigido
- permette di suonare la chitarra
- è un’importante arma di attacco e di difesa
- abbellisce l’estremità distale delle dita
La lamina ungueale è composta principalmente da alfa-cheratina, una proteina ricca di aminoacidi solforati, responsabile delle sue caratteristiche di durezza e di resistenza. Anche la doppia curvatura della lamina (latero-laterale e antero-posteriore) che le conferisce il caratteristico aspetto bombato, contribuisce a renderla resistente alle sollecitazioni meccaniche.
La durezza e la resistenza della lamina ungueale non sono tuttavia correlate al suo contenuto in sali minerali: calcio, magnesio, zinco, ferro e rame sono presenti solo in tracce. In particolare non esistono relazioni tra le proprietà meccaniche della lamina e la presenza di calcio all’interno della stessa; sembra anzi che le tracce di calcio che si rilevano nell’unghia originino da contaminazione ambientale. Una carenza di ferro può però determinare un rammollimento della lamina.
L’ unghia contiene inoltre tracce di lipidi, presenti sottoforma di colesterolo, di acidi grassi saturi, di acidi grassi insaturi e di idrocarburi, importanti per l’elasticità della lamina e per la coesione intercellulare.
La lamina è una struttura molto porosa ed il suo contenuto in acqua varia con estrema facilità, l’evaporazione è più rapida se l’unghia è lunga e quindi la superficie a contatto con l’ambiente è maggiore. In un clima secco la lamina ungueale si disidrata molto facilmente ed in circa 2 ore perde fino a metà del suo contenuto in acqua.
La reidratazione in ambiente umido è lenta, ma diviene rapida con l’immersione, soprattutto in soluzioni alcaline. Le proprietà meccaniche della lamina sono strettamente correlate al suo contenuto in acqua. L’ambiente umido e le ripetute immersioni in acqua fanno si che le unghie diventino tenere e quindi facilmente danneggiabili. In condizioni normali la lamina contiene circa il 18% di acqua; un contenuto di acqua superiore al 25% rende l’unghia tenera e flessibile; al contrario, quando il contenuto in acqua scende al di sotto del 16%, l’unghia diventa friabile. Le condizioni che favoriscono la disidratazione della lamina sono perciò molto importanti nel determinare la fragilità dell’unghia.
La velocità di crescita dell’unghia, che in condizioni normali è di circa 0,9 mm alla settimana, viene influenzata da numerosi fattori fisiologici o patologici (vedi tabella).
Numerosi studi hanno cercato di valutare l’influenza dell’alimentazione nella velocità di crescita e nella resistenza delle unghie. Negli individui sani e ben nutriti le unghie hanno una durezza pressoché costante, viceversa negli individui malnutriti il grado di durezza delle unghie è assai variabile: talvolta possono addirittura essere molto dure. Il ruolo della dieta, controverso per l’uomo, è accertato per alcuni animali, soprattutto nel cavallo, il quale se viene alimentato in modo carente ha uno zoccolo più spesso e poco resistente.
I prossimi giorni pubblicheremo il secondo capitolo di questo ciclo di news sull'unghia naturale, che tratterà le diverse forme di anomalie che un'unghia può presentare.
Continuate a seguirci, sempre su Ricostruzioneunghie.com!
Lo Staff
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