La parola “onicotecnico” appare nei testi dei nuovi disegni di legge sull’estetica
Dopo ben 20 anni di assoluto ed incontestabile dominio della famosa legge n. 1/1990 riguardante l’attività artigianale di estetica, nel gennaio 2010 vengono presentati dei Disegni di legge dove appare finalmente la parola “onicotecnico”.
Ebbene sì, perché dopo 20 lunghi anni di silenzio oggi abbiamo ben due proposte di legge in un colpo solo:
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il 12 gennaio è stata presentata la proposta di legge n. 3107 “Disciplina dell’attività professionale nel settore delle scienze estetiche e bionaturali”.
Tale proposta di legge è stata voluta dalla CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) e da Confartigianato;
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il 13 gennaio è stata presentata la proposta di legge n. 3116 “Disciplina delle professioni di estetista professionale, di onicotecnico e di tecnico dell’abbronzatura artificiale, a tutela della concorrenza e della salute del consumatore”.

Tale proposta di legge è stata voluta da Confestetica.
Che dire? Ora abbiamo addirittura l’imbarazzo della scelta… Ma, vi chiederete voi (e ce lo chiediamo anche noi!), dov’è finito il famoso disegno di legge n.911 sull’attività di onicotecnico?
Cominciamo mettendo subito in chiaro che tale disegno di legge, presentato il 16 luglio 2008, ad oggi non ha ancora prodotto alcun esito: a malincuore dobbiamo ammettere che il famoso testo giace assolutamente
immobile al Senato della nostra Repubblica.
Inoltre, con grande rammarico nostro, e anche di APNO che l’aveva redatto con impegno e voluto tanto fortemente, né il senatore Domenico Gramazio (in qualità di primo firmatario e protagonista di una delle nostre videointerviste), né la segreteria del suo ufficio a Roma, hanno più ritenuto di dover rispondere alle nostre richieste di informazione sugli sviluppi di tale disegno di legge. Che siano svaniti gli interessi politici? Chi può dirlo…, chi legifera raramente si sente in dovere di dare delle spiegazioni.
Constatato ciò, e considerando che tutto il settore dell’estetica ha davvero un urgente bisogno di nuove regolamentazioni che siano al passo con i tempi, si intuisce facilmente come i nuovi disegni di legge possano per così dire “scavalcare” in priorità il progetto di legge per l’onicotecnico, perché comprensivi dell’intero settore dell’estetica e come tali ritenuti più importanti.
E a questo punto la domanda sorge spontanea: in concreto, quale destino sarà riservato a noi onicotecnici?
Già dalla sola lettura dei titoli dei due disegni di legge risulta palese come CNA e Confartigianato da una parte, e Confestetica dall’altra, abbiano una diversa considerazione della figura dell’onicotecnico.. ma andiamo nello specifico.
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Nel titolo della prima proposta di legge (di CNA e Confartigianato) la parola onicotecnico non viene per nulla menzionata. Addentrandoci poi nel dettaglio del documento (articolo 4, comma 2, paragrafo d), leggiamo che la nostra attività figura come una tra le tante materie tecniche di insegnamento per un’aspirante estetista, insieme a massaggi e trattamenti viso/corpo, trucco e trucco semipermanente, tecniche e pratiche bionaturali, epilazione.
L’interpretazione di tale progetto dal punto di vista dell’onicotecnico, la esponiamo direttamente con le parole di Brigida Stomaci, Presidente di CNA Estetica, che ringraziamo per la sua disponibilità e premura a fornirci un’interpretazione sintetica della legge:
“La nostra proposta di legge ha l’obiettivo di innalzare la qualità e la quantità dell’istruzione e della formazione nel mondo del Benessere e dell’Estetica tentando di impostare uno schema che possa essere uniforme su tutto il territorio.
Dopo la scuola media prevede un percorso formativo completo di 5 anni in raccordo con l’istruzione tecnica e professionale” … “In conformità alla programmazione scolastica regionale, i percorsi formativi potranno essere erogati sia dalle istituzioni formative delle Regioni, sia dagli Istituti Tecnici Professionali.
Il percorso formativo si divide in due fasi:
a) La frequenza di un modulo di base comune della durata di 3 anni, in cui si svolgeranno attività e insegnamenti obbligatori ai fini della maturazione di crediti formativi, laboratori e stage per Onicotecnico, cura delle mani e dei piedi e Tecnico del solarium e orientamento sulle altre attività estetiche e del benessere. Al termine del modulo, previo superamento di un esame, lo studente può abbandonare gli studi conseguendo la qualifica di Operatore professionale, valida solo ai fini del lavoro subordinato.
Saranno definiti successivamente i criteri per l’individuazione del percorso formativo ai fini dell’esercizio di Onicotecnico in forma imprenditoriale.
b) Con altri 2 anni di frequenza e l’ammissione ad un esame di idoneità lo studente consegue il diploma professionale di Tecnico di scienze Estetiche e Bionaturali.
Le regioni definiranno i criteri per lo svolgimento di percorsi formativi specifici e integrativi per chi è già in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore. Tale percorso è stato ideato per permettere ai giovani un facile inserimento nel mondo del lavoro come dipendenti, accompagnato però da un’istruzione al passo con i tempi.
In sintesi, noi crediamo che” … “anche per svolgere l’attività di Onicotecnico, è necessaria una preparazione teorica di base oltre che l’apprendimento della tecnica” .
L’intero testo della proposta di legge n. 3107 di CNA e Confartigianato è scaricabile cliccando qui.
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Nella seconda proposta di legge (di Confestetica) il termine onicotecnico appare addirittura all’interno del titolo, ad indicare una vera e propria figura professionale con pari dignità rispetto all’estetista e al tecnico dell’abbronzatura (anche questa figura è del tutto nuova).
Il contenuto di tale progetto lo argomentiamo con le parole di Angelica Pippo, Presidente di Confestetica, che di fronte alla nostra richiesta si è resa subito disponibile fornendoci una breve sintesi:
“La presente legge regolamenta il settore estetico istituendo tre nuove figure: estetista professionale – onicotecnico – tecnico dell’abbronzatura artificiale.
Per diventare estetista professionale è richiesto il diploma di maturità e successivamente il superamento del corso triennale di estetista professionale. Al termine del percorso formativo, si dovrà svolgere un periodo di praticantato della durata di sei mesi presso un estetista professionale iscritto all’Ordine. Per essere abilitato alla professione si dovrà infine sostenere e superare un Esame di Stato che darà accesso al Collegio Nazionale degli Estetisti, con il relativo Albo professionale e Codice Deontologico.
Per diventare onicotecnico, è richiesto il diploma di scuola secondaria di primo grado (scuola dell’obbligo) e successivamente il superamento di un corso di 450 ore. Al termine del percorso formativo si dovrà sostenere un esame teorico-pratico e svolgere un periodo di praticantato della durata di 3 mesi presso un onicotecnico o estetista professionale iscritto all’ordine.
Per svolgere l’attività di onicotecnico è previsto anche un secondo percorso” (alternativo al primo) “legato allo svolgimento di 3 anni di attività lavorativa qualificata in qualità di onicotecnico dipendente a tempo pieno” (quindi bisogna dimostrare di aver lavorato presso un centro svolgendo l’attività di onicotecnico per 3 anni) “e frequentare un corso di 200 ore con superamento del relativo esame teorico-pratico.
Lo svolgimento del periodo di praticantato è condizione essenziale per l’iscrizione all’Elenco nazionale degli onicotecnici.
Entrambi i percorsi abilitano allo svolgimento della attività di onicotecnico come dipendente o titolare.
Tale percorso formativo è stato elaborato tenendo presenti le necessità dell’utente finale, sempre più in cerca di professionalità e serietà negli onicotecnici nonché le necessità di istituire questa figura estetica; a tal proposito Confestetica ringrazia il Questore della Camera dei Deputati, On. Mazzocchi per aver presentato la 3116, ringrazia inoltre i senatori Gramazio, Ciarrapico e Caligiuri per aver fornito le linee guida attraverso la legge degli onicotecnici 911; un particolare ringraziamento va alla presidente di Apno Angela Vannicola, al Presidente di Assonail Remo Rossi ed alla Presidente di Ladybird house Libera Ciccomascolo, per aver dato un contributo di miglioramento, fattibilità e applicazione del disegno di legge 3116 di Confestetica.”.
La Segreteria di Confestetica tiene anche a precisare che il testo è sicuramente “perfettibile”, quindi suscettibile di modifiche e miglioramenti grazie al confronto attivo con le parti interessate.
L’intero testo della proposta di legge n. 3116 di Confestetica è scaricabile cliccando qui.
Apprendere che il disegno di legge n. 911 sull’attività dell’onicotecnico sia servito a fornire delle linee guida per la nuova proposta di Confestetica, ci rincuora un pochino; lo stesso vale anche per il fatto che Confestetica si è confrontata sia con APNO (Associazione Professionale Nazionale Onicotecnici, nella persona della Presidente Angela Vannicola), sia con Assonail (Associazione Nazionale delle imprese del settore Nail, nella persona del Presidente Remo Rossi), sia con una tra le aziende più rappresentative del settore quale Ladybird house (nella persona della Presidente Libera Ciccomascolo) prima di redigere il testo.
Ci piace pensare che Confestetica abbia voluto comprendere davvero com’è strutturato oggi il settore, e che abbia voluto conoscere il punto di vista di chi ama questo lavoro investendoci risorse, professionalità e passione. E che, soprattutto, vuole occuparsi solamente di unghie, e nient’altro.
D’altra parte, la ferma posizione da parte del CNA e di Confartigianato nel mantenere l’estetista quale figura di riferimento per la ricostruzione unghie, ed mantenimento del suo stesso percorso formativo come necessario per poter esercitare la sola attività di onicotecnico, ci fa riflettere.
Cari Utenti, i tempi della burocrazia italiana sono lunghi, e i disegni di legge dovranno seguire un loro iter. Tra l’altro, nel momento esatto in cui stiamo scrivendo questo articolo, ci giungono voci di ben altre due o tre proposte di legge sull’estetica che stanno per essere presentate in parlamento… che periodo intenso quello delle campagne elettorali!
Nel frattempo aspettiamo, e speriamo che al settore Nails venga riservata la prospettiva più rosea.
E tu, che ne pensi?
Esprimi la tua opinione scrivendoci liberamente a latuaopinione@ricostruzioneunghie.com: pubblicheremo la tua risposta qui sotto!

A questo punto non so se sperare o disperare.. Mi piacerebbe sapere come viene regolamentata la figura dell'onicotecnico negli altri paesi della Comunità Europea.
Non credo che il legislatore possa prescindere da una valutazione della materia che prenda in considerazione anche il principio di libertà di esercizio della professione in tutti gli stati della Comunità.
Imporre per legge l'ottenimento preliminare della qualifica di estetista per svolgere l'attività di onicotecnico crea una disuguaglianza nei confronti di eventuali stranieri, che vogliano operare nel nostro paese, e che magari abbiano svolto nel loro paese di origine un percorso formativo incompatibile con quello che il nostro legislatore sta predisponendo.
Betty
Sono onicotecnica(con attestato) da 3 anni ed esercito al mio domicilio (mio malgrado) e nonostante ciò non smetto di sperare che un giorno,non troppo lontano,possa anch'io aprire un mio piccolo centro di ricostruzione unghie. In parte mi trovo d'accordo sulla formazione tecnica di 450 ore con relativo superamento d'esame(abbiamo in giro troppe onicotecniche improvvisate!) però ho come l'impressione che ci sia sotto solo della speculazione.I corsi che durano qualche anno hanno dei costi non indifferenti ,quando x essere un buon onicotecnico ci vuole,sì l'istruzione di base,ma anche tanta passione,predisposizione al lavoro manuale e la voglia di tenersi costantemente aggiornato.Questo mio punto di vista decade dal momento in cui la formazione diventa gratuita e si dimezzano i tempi di praticando presso estetiste o centri di ricostruzione.Temo che se si continuerà a tenere questa linea di pensiero,il nostro governo non farà altro che alimentare il lavoro nero con le conseguenze che tutti conosciamo.
Patrizia
Ma possibile che cna e confartigianato non lo capiscono?? E come mai Confestetica sì? Ma perché non capiscono che vogliamo occuparci SOLAMENTE - DELLE - UNGHIE??? Vogliamo imparare tutta la teoria necessaria, vogliamo essere superpreparate e professionali, ci studieremo tremila manuali, ma SOLO SULLE UNGHIEEE!
(scusate lo sfogo...)
Micky
Sono d'accordo con Patrizia, si' alla preparazione di 450 ore e ad un'esame finale, ma obbligare a frequentare tre anni di scuola e a svolgere l'attivita' presso centri specializzati mi sembra assurdo. Non dobbiamo diventare delle infermiere!!! Se una persona vuole apripre un'attivita' improprio non dev'essere obbligata a lavorare per centri estetici degli anni con tirocini assurdi. Al limite si potrebbero proporre corsi di aggiornamento.
In questo paese si dovrebbe cercare di dare la possibilita' a chi ha talento, creativita' e intraprendenzadi esprimerle nel mondo del lavoro, troppo spesso si tarpano le ali a chi vuole svolgere nuove attivita' improprio con leggi retrograde. Si', alla legalita' e alla professionalita', ma a volte mi chiedo se in questo paese si abbia piu' paura delle novita' e della concorrenza libera.
Tiziana
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